Yacht & Sail di Federico Stopani

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Scrittore, ma per caso

Prefazione alla riedizione

Non avrei mai creduto che avrei scritto un libro in vita mia, che poi parlasse di me era impensabile, ma non avrei davvero mai potuto immaginare che sarebbe tanto piaciuto. All’inizio non credevo che scriverlo fosse così difficile, vedevo pubblicare libri da chiunque, bastava fosse un personaggio noto o avesse voglia di lasciare traccia del suo pensiero, anche il più inutile. Poi invece mi sono reso conto che è estremamente complicato, soprattutto riuscire a mettere su carta qualcosa che altri possano comprendere e gradire, credo che uno dei segreti sia farlo con il cuore, raccontando anche esperienze personali, vere o presunte, che riescano a coinvolgere chi legge almeno per un motivo. Ogni volta che ho ricevuto una recensione, un complimento o un semplice commento, l’emozione generata è sempre stata molto più forte di quella che avevo provato dopo ognuna delle tante vittorie sportive o imprenditoriali che avevo avuto la fortuna di conseguire. Ho potuto in parte comprendere cosa possa provare un artista che si trovi sul palco di un teatro, di un concerto, a una mostra, di fronte ai suoi affezionati ammiratori. Questa riedizione del libro è frutto degli apprezzamenti di tanti lettori che hanno voluto concedermi molta fiducia e qualche consiglio. Ho rivisto l’intero impianto, dalla prefazione all’ultima pagina, riuscendo a identificare, modificare o eliminare tutto ciò che era sfuggito all’emozione della pubblicazione del primo libro. Anche i capitoli sono stati modificati, rendendoli compatti, cambiando alcuni titoli per farli corrispondere meglio al contenuto e alcuni passaggi per renderli più chiari. Non credo di averlo peggiorato, ma se il risultato non sarà così notevole, i lettori potranno in cambio trovarvi alcune spettacolari foto che ricordano le avventure raccontate. Spero davvero possano esser gradevolmente apprezzate.

Grazie ancora a tutti, dal profondo del cuore!

“Io sono NOVE”

Romanzo thriller che narra di un caso di ingiustizia sociale e civile ambientato nello splendido mondo della vela e del mare, sporcato da complotti ed intrighi. A quanti non è capitato di accollare un nomignolo ad amici e parenti? Il Gobbo, il Peggiore, Alverman, l’Anima, Caino, Balbetta, il Tessitore, lo Straniero, il Collo, il Campione, l’ Umile, il Nano, Lucifero, Barabba, Smilzo, il Gatto, la Volpe, Lucignolo, il Burattinaio, hanno contribuito alla rovina di Nove, alla denuncia, alla condanna, all’umiliazione. Si svolge a Trieste la stupenda città della bora, città di Porto…
“…quel meraviglioso panorama: il blu del mare nel golfo in quella porzione di costa croata e slovena, avvolto e sormontato dal verde intenso dei boschi, dei terrazzamenti e delle doline.”
…che vede fiorire la Nations Cup della Vela, un torneo per le Nazioni, un grande progetto di Nove, cresciuto nel magico mondo della Vela, tanto da trasformarlo in un lavoro.
“Fino a quel momento i velisti erano sempre stati considerati, dal grande pubblico, atleti di livello inferiore, perché il loro sport, nella comune opinione, richiedeva solamente grandi patrimoni, poco fisico e scarsa preparazione”
…ma per ottenere ciò ha bisogno di collaboratori e professionisti che lo porteranno alla rovina, in quanto non ha fatto i conti con gli interessi politici che gravitano intorno ad un qualsiasi progetto fiorente di ogni città. Nove, pecca di ingenuità e cade nella rete di uomini senza scrupoli, che vendono la propria anima ed amicizia, per quei famosi 30 denari che noi tutti conosciamo.
“Alla fine era stato venduto e gettato in pasto all’opinione pubblica, quella che ti condanna solo in base ai sospetti, alle voci, alle bugie più grandi; lui era il mostro da sbattere in prima pagina con una cortina fumogena di infamie…”
Nove è un pochino Edmond Dantes ma in versione sportiva. Le vicende si svolgono in una sola notte, notte che trasforma un campione, imprenditore ed artigiano, in un serial killer che decide di farsi giustizia da solo…
“io non sono un serial killer, sono semplicemente il carnefice designato, il boia che un sistema debole e colluso non ha mai nominato”.
Nove sembra rivestire i panni di Charles Bronson, nel film “Il giustiziere della notte” del 1974; una notte in cui tutto accade in modo sincronizzato e perfettamente organizzato. Un viaggio che cambierà il destino di tanti uomini.
“…era perfettamente inutile sostenere che il tempo sia galantuomo, che alla fine avrebbe avuto giustizia e tutti si sarebbero scusati con lui; avrebbe dovuto vivere almeno quanto un vampiro o un highlander per vedere finalmente ottenere giustizia da quel falso galantuomo che risponde al nome di Tempo.”

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“La fortuna di NOVE”

“E’ il rumore spaventoso di denti che stanno digrignando e si sfregano con violenza, quasi volessero spezzarsi. Il martellare delle vene temporali che pulsano incessantemente, gonfiandosi come se stessero per esplodere. Mentre le palpebre chiuse vibrano, pur senza riuscire ad aprirsi, e quel gelido tremore sottopelle che dalla base del collo si sta propagando lungo tutto il corpo.
Ora so esattamente anch’io cosa sia il terrore, quello vero, l’oscura e devastante sensazione che ti pervade quando devi affrontare qualcosa che non puoi assolutamente controllare. La paura primordiale per un evento sicuramente nefasto, non ancora definito nel suo percorso, ma che ha una elevatissima probabilità di accadere. In questa spaventosa condizione di attesa, così dannatamente pericolosa per il mio equilibrio, ho l’impressione che un’enorme mano stia avvolgendo il torace, comprimendo stomaco e polmoni fino a stritolarli. Solo il cuore, stretto anche lui da quella morsa mortale, sta cercando disperatamente di salvarmi, battendo come impazzito a una velocità che supera ogni ragionevole ritmo. Sono terrorizzato, come non mi era mai accaduto prima in tutta la mia vita, completamente bloccato nella posizione in cui mi trovo, da dove non mi alzerei neppure se un allarme di catastrofe imminente iniziasse a urlare intorno a me.
Non avevo mai provato prima nulla del genere, neppure dopo aver sfiorato un incidente in auto o in moto. Mai affrontando nemici a viso aperto e a mani nude, sulle strade della mia gioventù. Non l’avevo provato neanche di fronte alla morte di qualcuno di molto caro. Ma non posso farci proprio nulla e devo cercare anche di resistere al desiderio, sconvolgente e animale, di fuggire urlando tutta la mia frustrazione. Darei un vantaggio enorme ai miei avversari che avverto girare intorno a me come belve feroci, assetate di sangue e pronte a scattare, in attesa che abbia inizio la mia fine.
Per un secondo mi ritrovo a pensare che questa sensazione possa essere simile a quella che potrei provare sul ciglio di un precipizio, immobile, con una benda sugli occhi e le mani legate, senza sapere se devo avanzare o retrocedere per non cadere. Con la sola consapevolezza di non avere più di un’occasione per potermi salvare, mentre la bocca mi trasmette già il sapore acre e amaro della delusione e della sconfitta.
Eppure non sono ancora finito, sono troppo giovane, dovrei considerarmi all’inizio della vita e di un percorso che, qualunque sia, andrà affrontato. Questa giornata appena iniziata sarà lunga e dovrò giocare tutto quello che ho ancora nelle mie mani sul tavolo del destino. Poi, solo alla fine, saprò davvero se la mia sorte sarà quella che porta alla vittoria splendente o alla buia sconfitta. Ma comunque avrò lottato, perché questa è l’unica scelta che mi rimane nella sfera delle possibilità. Ho stabilito da tempo che così farò, conosco perfettamente chi sono e cosa ho fatto, malgrado non sappia ancora cosa potrò diventare. La vita mi aveva già indicato la strada che fino a oggi però non avevo mai trovato la determinazione e il coraggio per poterla imboccare. ” E’così che per Nove inizia la carriera nel difficile ed eccitante campo della vela professionistica e poco dopo anche in quella del vendicatore, seriale giustiziere dei torti altrui. Un compito facile per chi è riuscito a vincere la paura di non farcela e che ora riesce anche a dominare i propri istinti. Quasi sempre. Luoghi magici e spettacolari dove il mare, il vento, le acque si confondono con il sesso, la violenza, il mistero, le perversioni. Le luci e le tenebre di un mondo apparentemente solamente dorato, per chi non lo conosce bene come lui.

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Intervista a NOVE

1) Chi è’ Nove?

Nove è un personaggio in parte reale e in parte fittizio e il nome, come spiegato nel libro, è nient’altro quello che deriva dalla numerologia, scienza ben più precisa e antica dell’astrologia che peraltro ne è una conseguenza, ma meno precisa se non altro perché pretenderebbe di predire il futuro di ognuno senza alcuna ragion logica. Mentre nella numerologia ogni numero ha una vibrazione differente, ognuno di noi corrisponde a uno di essi e ne riceve le caratteristiche che andranno a influenzare carattere, anima, capacità, destino. Il numero di ognuno è dato dalla somma di tutte le cifre della data di nascita. E il nove è colui che conclude un cerchio, lui deve portare a termine tutto e tutto dovrà finire con lui. Per dirla in breve.

2) Cosa ne pensi della tua storia? Nei limiti di quello che puoi dire senza svelare la trama, sei contento di quello che ti capita nel romanzo?

Si tratta di una storia vera, seppur romanzata per poterla far gradire a un pubblico che delle vicende potrebbero avere ben poco interesse, ma la finalità è soprattutto di insegnamento per far evitare ad altri di commettere errori che potrebbero rivelarsi mortali. Dunque quello che mi accade non mi piace, ma è accaduto, in gran parte!

8) Che rapporto hai con gli altri personaggi del romanzo? Ti va di presentarceli?

Non posso presentarli perché sono la parte fondamentale del libro, sono come me sotto pseudonimo, ma sono tutti personaggi reali.

9) La tua storia avrà un seguito?

Non credo proprio, potrei pensare ad altro, ma prima devo capire se sono riuscito a trasmettere quello che avrei voluto.

10) Se potessi cambiare il lavoro che il tuo autore ti ha affibbiato nel romanzo, cosa ti piacerebbe fare?

Nulla, farei e rifarei mille volte le stesse cose, ma con una coscienza diversa, ovviamente (RIDE)

11) Cosa pensano di te i lettori nelle loro recensioni?

La maggior parte finora si è dichiarata solidale, ringraziandomi per quanto ho fatto capire.

3) Hai degli hobby di cui il tuo autore parla nel libro?

Beh la mia storia inizia dall’infanzia e parla di una vita splendida all’inizio, passata nel mondo dorato dello sport della vela, dove sono stato più volte campione italiano, europeo e mondiale. Un mondo che è diventato anche la mia professione per alcuni decenni, girando il mondo, conoscendo e facendomi apprezzare da migliaia di persone. E alla fine anche il motivo della mia vendetta. Ma non posso entrare di più nello specifico, toglierei il piacere della lettura.

4) Che personaggio sei? Un protagonista amato sin da subito o no?

Non credo di essere un personaggio da amare, forse piuttosto da comprendere e con il quale solidarizzare, anche compatendomi. Sicuramente potrei essere invidiato e perfino odiato, soprattutto per la parte iniziale vissuta cavalcando la fortuna per lunghissimo tempo.

5) Pensi che qualche lato del tuo carattere possa appartenere al tuo autore?

Ovviamente, sono io (RIDE)

6) Tre aggettivi che ti descrivono.

Sognatore, irriducibile, fedele.

7) Parlaci della città dove è ambientata la tua storia.

Prendo due passaggi dal libro: “Trieste è una città splendida come poche, ma anche incredibilmente sconosciuta alla maggior parte del mondo. Chiunque la veda per la prima volta ne rimane inevitabilmente colpito, affascinato soprattutto se ci arriva entrando dal mare o dalla strada costiera, forse la più bella strada d’Italia sul mare … Trieste però è anche strana, sfuggente, indecifrabile. Chiunque riesca a visitarla per pochi giorni non riesce a entrare nel suo cuore, a farsi svelare le sue molteplici anime, a interpretare quella strana atmosfera che sembra averla legata per sempre al novecento.”

10) Se potessi cambiare il lavoro che il tuo autore ti ha affibbiato nel romanzo, cosa ti piacerebbe fare?

Nulla, farei e rifarei mille volte le stesse cose, ma con una coscienza diversa, ovviamente (RIDE)

11) Cosa pensano di te i lettori nelle loro recensioni?

La maggior parte finora si è dichiarata solidale, ringraziandomi per quanto ho fatto capire.

12) Se potessi entrare nel romanzo di un altro autore, in quale ti piacerebbe finire e perché?

Beh ho divorato libri di ogni genere, ma il personaggio che più mi ha affascinato, che in realtà è un po’ simile a me, è il Conte di Montecristo.

13) C’è un messaggio all’interno del romanzo che secondo te il tuo autore vuole trasmettere ai lettori?

Sicuramente ci sono messaggi molto espliciti per aiutare i lettori a evitare certi errori nella vita che potrebbero dannarli per sempre.

14) Tre buoni motivi per leggere la tua storia.

Conoscere gli intrecci di una città che potrebbe essere qualsiasi altra in Italia, e non solo. Comprendere il concetto di utile idiota non rapportato solamente alla politica. Leggere un buon noir legato a vicende reali.

15) Rivolgiti direttamente ai lettori e cerca di catturare la loro attenzione affinché acquistino il romanzo del tuo autore.

Guardatevi le spalle, fidatevi di pochi, affidatevi a nessuno!

Grazie a Nove per aver partecipato alla nostra intervista e grazie a Federico

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