LA FORTUNA DI NOVE

Questa mia seconda avventura nel difficile campo della scrittura nasce da un commento fatto al primo libro di un lettore che conosceva parte delle mie avventure.

Mi aveva fatto notare che si trattava di un libro sicuramente bello, frutto di un buon lavoro, ma troppo sofferto e pieno ancora di tanta rabbia. Corrispondeva poco al mio vero carattere, quello che coloro che mi avevano conosciuto avevano imparato ad apprezzare, e non rendeva giustizia a tutto quello che avevo avuto di fortunato nella mia vita.

Le sue parole erano entrate come pietre nel mio cuore e avevo immediatamente capito quanto avesse ragione, avrei dovuto riscriverlo?

No, non avrei potuto mai farlo perché quella, gradita o meno che fosse, era la storia per quanto romanzata di un periodo della mia vita comunque difficile, quello che ogni essere vivente prima o poi è costretto ad affrontare. La nostra vita è fatta di parti piacevoli e spiacevoli, che sono spesso strettamente legate tra loro, e dobbiamo accettarle entrambe provando strenuamente a conviverci.

Avrei invece potuto provare a romanzare tutto il resto, la parte più bella e piacevole di una vita avventurosa, per il piacere di chi desidera conoscere qualcosa in più di quello che viene guardato come un mondo un po' patinato e che molto spesso maschera molto bene quello che non si deve vedere dal di fuori.

Ne è scaturito questo romanzo che parla di località meravigliose e di emozioni forti, piacevoli, talvolta anche dolorose, ma sempre comunque eccitanti perché rappresentano l'essenza della vita, quella che bisogna vivere, senza rimorsi e senza rimpianti.